Superbonus 110%: partenza a rischio



A una settimana dal via al superbonus del 110% sui lavori di miglioramento energetico degli edifici, mancano ancora le «istruzioni per l’uso». Si prospetta, dunque, una partenza a rischio: l’agevolazione non è stata né definita ancora alla Camera nell’ambito della conversione del decreto Rilancio, né – conseguentemente – spiegata dall’Agenzia delle Entrate, che dovrebbe prima o poi pubblicare le sue linee guida per beneficiare della maxi-detrazione fiscale.

Non si capisce, ad esempio, se e come il superbonus verrà allargato agli alberghi e alle seconde case. Nulla è stato chiarito su come interesserà i beni alle imprese. Nessuna regola è stata del tutto precisata a proposito della cessione del credito. E si parte – o, a questo punto, sarebbe meglio dire «si dovrebbe partire» – il 1° luglio per permettere ai contribuenti di beneficiare dell’agevolazione sulla realizzazione del cappotto termico, della sostituzione della caldaia con un impianto a condensazione o a pompa di calore, per mettere sul tetto dei pannelli fotovoltaici, per fare degli interventi antisismici.

Il problema è il solito: i soldi. Ne servirebbero parecchi se si vuole – come annunciato – allungare il periodo del superbonus, con l’ipotesi di estenderlo al 2022. Ma anche, come vorrebbe il Parlamento, per allargare il beneficio ad alberghi e seconde case che, stando così le cose, restano fuori dal superbonus (a meno che le seconde case siano escluse da villette bifamiliari).

C’è, poi, il problema del «salto» di categoria energetica di due classi, non facile da raggiungere con la semplice sostituzione di una caldaia: occorrerebbe, ad esempio, fare anche il cappotto termico o effettuare altre misure di isolamento. Troppo complicato, forse, per alcune famiglie, che potrebbero finire per rinunciare al superbonus. O si ammorbidisce questa norma, o si rischia un buco nell’acqua.

A tutto ciò si aggiungono le richieste dei costruttori. Chiedono un prezzario unico a livello nazionale e dei vincoli meno rigidi sui materiali da utilizzare.

Il tutto in attesa – a una settimana dal via – che l’Agenzia delle Entrate chiarisca come funziona nel dettaglio il superbonus. Senza queste indicazioni, senza sapere se veramente si possono iniziare i lavori sapendo che non si spenderà nulla grazie alla cessione del credito d’imposta o allo sconto in fattura, difficilmente qualcuno chiamerà un’impresa di ristrutturazioni o un idraulico per la sostituzione della caldaia.

L’AUTORE: Carlos Arija Garcia

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